Il ministero della Salute ha attivato il numero verde 800 5716 61 per permettere ai cittadini di segnalare i ritardi per le attese di quelle prestazioni ritenute urgenti. Tale numero consentira', unitamente al modulo presente sul portale del Ministero, di denunciare ed evidenziare i disservizi riscontrati nelle varie strutture sanitarie distribuite sul territorio nazionale. 

Il modulo di cui sopra lo trovate direttamente a questo indirizzo web:

http://www.ministerosalute.it/sondaggio/numeroverde/numeroverde.asp

e sul quale dovete inserire alcuni parametri significativi per es.: la vostra regione di residenza; in quale struttura ospedaliera vi siete rivolti; che tipo di esame e intervento siete in attesa; da quanto tempo ecc.e soprattutto non dovete dimenticarvi di scrivere, nell'apposita casella, il vostro indirizzo di posta elettronica per ovviamente ottenere la risposta.
Noi raccomandiamo di usarlo il più possibile.

 

 (San Francisco, USA, Maggio 2002)

Nel mese di Maggio 2002 a San Francisco (California) si è svolta, come ogni anno, la settimana delle Malattie Digestive, che è considerata la principale manifestazione scientifica mondiale sull’argomento. Fra i vari temi hanno avuto particolare rilievo quelli dedicati alla epatite C, che rappresenta negli USA, come in Italia, un grande problema di sanità pubblica, con circa 3 milioni di pazienti infetti da questo virus. Vengono qui riferiti alcuni aspetti, che possono essere di maggiore interesse per il pubblico.

  1. Epidemiologia 
    Alcuni ricercatori hanno cercato di rispondere al quesito se l’epatite C può essere trasmessa attraverso lo spazzolino da denti. Studiando la saliva di soggetti con epatite C, il virus C veniva isolato nel 30% dei campioni prima dello spazzolamento dei denti e nel 31% dopo. L’acqua utilizzata per il lavaggio dello spazzolino da denti al termine della pulizia dentaria mostrava la presenza del virus C nel 40% dei campioni. Questi studi suggeriscono la possibilità di trasmissione dell’epatite C con l’uso in comune degli spazzolini da denti, il che deve quindi essere evitato.
  2. Esami di laboratorio 
    Si è visto che la terapia combinata Interferone + Ribavirina è in grado di abbassare o anche di normalizzare i livelli di alfaproteina nei soggetti con epatite C, indipendentemente dalla risposta virologica. Per quanto riguarda i valori di crioglobulinemia nell’epatite C, quelli positivi prima del trapianto erano a maggior rischio di sviluppare cicatrici nel fegato (fibrosi) dopo il trapianto rispetto a quelli senza crioglobuliemia.
  3. Progressione della malattia in pazienti con cirrosi compensata da virus C 
    Alcuni AA. hanno visto, seguendo soggetti di questo tipo per un periodo medio di 12 anni, che vi è la possibilità di sviluppo di tumore primitivo primitivo del fegato (epatocarcinoma) (3,6% di casi nuovi ogni anno). Meno importante per la mortalità è lo scompenso epatico. Questa progressione può essere limitata dalla eradicazione con farmaci del virus C, tenendo conto tra l’altro delle proprietà antitumorali dell’interferone stesso.
  4. Terapia nei soggetti portatori di virus C e normali valori di transaminasi 
    Vi è ampia discussione se trattare o no con farmaci questo tipo di pazienti, dal momento che la evoluzione verso la cirrosi in tali circostanze è molto lenta o anche assente. Un gruppo di studiosi americani ha dimostrato in questi pazienti una risposta terapeutica alla terapia con Interferone e Ribavirina simile a quella ottenuta nei soggetti con transaminasi elevate. Pertanto può essere indicata la esecuzione di una biopsia epatica per valutare la entità del danno epatico, per procedere poi eventualmente ad un trattamento terapeutico.
  5. Trattamento dei pazienti con epatite C che hanno presentato ricadute dopo terapia o che non hanno risposto
    E’ stato osservato che la terapia combinata di Interferone pegilato e Ribavirina può dare una risposta favorevole (scomparsa del virus C) in una percentuale variabile dal 43 al 60% in soggetti che hanno presentato ricadute dopo terapia tradizionale con Interferone semplice e Ribavirina. La risposta è invece apparsa scarsa nei soggetti che non avevano precedentemente risposto alla terapia tradizionale.
  6. Terapia combinata antivirale nella fase precoce post-operatoria dopo trapianto epatico
    La terapia antivirale con Ribavirina, associata ad Interferone standard (non pegilato), iniziata entro 2 settimane dal trapianto di fegato per danno epatico da virus C, ha determinato una significativa diminuzione del livello di virus C nel sangue rispetto ai soggetti non trattati (gruppo placebo). In qualche caso la risposta (livelli di virus C non determinabili) è durata nel tempo, anche dopo la sospensione della terapia. Appare così possibile, nonostante la influenza negativa della immunosoppressione, controllare il virus C, fino anche ad eliminarlo, precocemente nella fase post-trapianto.
  7. Terapie alternative
    Sono stati riferiti i risultati dell’impiego dell’amantidina contro placebo in soggetti con epatite C. La risposta sostenuta dopo 6 mesi di amantidina è risultata del 15,4%. Gli effetti collaterali sono risultati minimi. E’ pertanto ipotizzabile l’impiego di questo farmaco come alternativa nei pazienti che non rispondono o non tollerano l’Interferone.
  8. Coinfezione virus C/HIV 
    E’ stato dimostrato che la associazione di Interferone pegilato + Ribavirina può essere sicura e ben tollerata nei pazienti con AIDS affetti anche da virus C.

Prof. Lionello Gandolfi

 

 

Di recente l’American College of Gastroenterology ha elaborato un documento sulle possibilità disponibili di vaccinazione per pazienti con malattia epatica cronica. E’ noto infatti che sia l’epatite A che quella B possono portare ad un aggravamento quando si sovrappongono su una malattia epatica preesistente, specie se causata da virus C. La superinfezione di una epatite C con una epatite A può causare una insufficienza epatica fulminante e quella con virus B accelera la progressione della malattia e rende più difficile la risposta alla terapia con Interferone-Ribavirina.

I vaccini inattivati per l’epatite A e quelli ricombinanti per l’epatite B sono risultati sicuri ed efficaci nel prevenire la malattia. E’ ora disponibile anche un vaccino bivalente contro l’epatite sia A che B per quei pazienti che richiedono una protezione contro entrambe le infezioni.

E’ importante che i pazienti con epatopatia cronica siano vaccinati precocemente nel corso della loro malattia. Va tenuto presente che pazienti con malattia cronica di fegato in fase avanzata e quelli che ricevono un trapianto di fegato hanno una risposta alle vaccinazioni non prevedibile. I soggetti invece con malattia di fegato lieve o di modico grado hanno una buona produzione di anticorpi.

Il protocollo di vaccinazione suggerito dall’American College of Gastroenterology è il seguente, basato sulla ricerca preliminare nei pazienti degli anticorpi per il virus A e B:

Prof. Lionello Gandolfi
Fellow American College of Gastroenterology

 

 

Il 14 Novembre 2003 si è svolto a Bologna un Meeting Nazionale su “Sicurezza e qualità del sistema trapianti in Italia”, promosso dal Centro Nazionale Trapianti.
Particolare attenzione è stata posta al programma qualità, che può consentire di meglio organizzare la attività dei vari centri.
Gli aspetti metodologici sono stati illustrati dal dr. Angelo Ghirardini, del Centro Nazionale Trapianti, che fra le altre cose ha affermato come attraverso Internet sia possibile ai Centri periferici avere di ritorno dal Centro Nazionale vari dati, quali ad esempio le curve di sopravvivenza.
Circa la qualità del processo di donazione, Francesco Procacci, Primario di Anestesia e Rianimazione a Verona, ha sottolineato la complessità in Italia, rispetto alla Spagna, di accertamento di morte encefalica. Vi è un progetto nazionale di distribuzione di un registro dei cerebrolesi deceduti in tutte le terapie intensive, il che potrà consentire di stabilire un processo qualità.

NEWS SCIENTIFICHE

Il trapianto di fegato da donatore vivente

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Progressi nella terapia della infezione da Virus C

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Sicurezza della donazione di organi: il modello della Regione Emilia-Romagna

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