unosoppressiva serve per controllare il sistema immunitario e a consentire il corretto funzionamento dell’organo trapiantato: per questo motivo accompagnerà il paziente per tutta la vita. Oltre alla terapia immunosoppressiva il paziente dovrà prendere altri farmaci sia nel periodo postoperatorio che in seguito al proprio domicilio. Un paziente che per una qualsiasi ragione non assume regolarmente i farmaci prescritti dai medici del Centro rischia di far fallire il trapianto. Questo è il motivo per cui è di fondamentale importanza seguire scrupolosamente le prescrizioni ed eseguire regolarmente le visite di controllo consigliate dai medici. É opportuno non saltare alcuna dose dei farmaci prescritti a meno che non sia stato suggerito dai medici del Centro Trapianti. Se dovesse succedere di scordarsi di assumere una dose della terapia immunosoppressiva o in caso di vomito è opportuno contattare il Centro per sapere il da farsi.

Tra i più utilizzati ricordiamo gli inibitori delle calcineurine:
l’FK506 O TACROLIMUS

Il tacrolimus è l’immunosoppressore più frequentemente usato nel trapianto di fegato ed è oggi regolarmente in commercio in Italia con il nome di Prograf, viene assunto solitamente due volte al giorno alle ore 8 e alle ore 20 sotto forma di capsule.
È un potente farmaco immunosoppressore che agisce principalmente sui linfociti T responsabili della risposta immunitaria verso l’organo trapiantato. La dose richiesta da ogni singolo paziente viene decisa in base alla quantità di medicinale presente nel sangue, che si determina con un normale prelievo di sangue.

Anche questo farmaco presenta però degli effetti indesiderati, che si possono riassumere con:

  • segni di disfunzione renale come riduzione della quantità della diuresi;
  • sensazione di gonfiore alle mani ed ai piedi;
  • insorgenza o peggioramento del diabete;
  • tremori (un modico tremore alle mani o import);
  • disturbi allo stomaco;
  • aumentata suscettibilità alle infezioni (prevalente nei primi mesi dopo il trapianto quando la dose del farmaco è più elevata).

Esiste ora una formulazione regolarmente in commercio in Italia con il nome di Adopott che permette una mono-somministrazione che rende più agevole l’iter terapeutico del paziente.


La ciclosporina

La ciclosporina è uno dei primi farmaci immunosoppressori che ha permesso di ridurre significativamente il rischio di rigetto nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato Il meccanismo di azione è simile a quello del Tacrolimus.

Il nome commerciale della ciclosporina è SANDIMMUN NEORAL viene assunto due volte al giorno, di regola alle ore 8 del mattino ed alle ore 20. La dose giornaliera da assumere viene stabilita in base ai livelli di ciclosporina presenti nel sangue.

Gli effetti indesiderati più frequenti sono:


  • aumento della pressione arteriosa;

  • segni di disfunzione urinaria come riduzione della quantità della diuresi, sensazione di gonfiore alle mani ed ai piedi;
  • tremori (un modico tremore alle mani);
  • crescita eccessiva dei peli;
  • aumento di volume e sanguinamento gengivale.
  • Una piccola percentuale dei pazienti può presentare uno o più dei seguenti sintomi: disturbi gastrici (crampi, nausea e/o vomito), diarrea, acne, mal di testa, sensazione di bruciore o prurito lungo la pelle ma soprattutto alla pianta dei piedi.

Il cortisone

Il cortisone (nome commerciale Deltacortene) è un corticosteroide, un ormone steroideo, simile ad un ormone secreto normalmente nel nostro corpo. Viene utilizzato insieme agli altri farmaci per prevenire il rigetto e come questi viene somministrato a dosi scalari per qualche anno. Può succedere che durante un episodio di rigetto la quantità venga aumentata o che venga somministrato per via venosa. Il dosaggio iniziale per bocca di 25 mg verrà gradatamente ridotto nel tempo. Anche gli effetti collaterali di questo farmaco possono essere dose correlati e possono scomparire riducendo la dose.

Gli effetti collaterali sono molto rari ma è opportuno comunque conoscerli:

  • disturbi allo stomaco prevalentemente bruciori. I pazienti in trattamento con cortisonici assumono regolarmente farmaci 
antiacidi per ridurre il danno sulla mucosa dello stomaco ed è opportuno che prendano il farmaco a stomaco pieno;
  • gonfiore al viso alle mani e alle caviglie dovuto alla ritenzione di liquidi. Questo è uno dei motivi perché i pazienti trapiantati 
devono pesarsi spesso;
  • aumento di peso dovuto all’aumento dell’appetito ma anche alla ritenzione di liquidi;
  • aumentata suscettibilità alle infezioni. Questo rischio è prevalente nei primi mesi dopo il trapianto quando la dose è ancora alta; 

  • diabete, può essere legato alle alte dosi di cortisone. I pazienti già diabetici possono richiedere un aumento delle dosi di insulina;

  • cambiamenti cutanei come secchezza della pelle, pelle delicata, maggiore sensibilità all’esposizione al sole, aumento della 
peluria, acne etc.;
  • debolezza muscolare ed ossea;
  • cambiamenti repentini dell’umore;
  • cataratta con riduzione della vista;

  • a causa dell’inibizione che il cortisone produce sulle ghiandole surrenali (che producono adrenalina), non bisogna mai sospendere acutamente l’assunzione del farmaco ma sempre gradatamente;
  • maggior irritabilità del paziente;
  • aumento della pressione arteriosa.

Gli antimetaboliti tra cui identifichiamo L’azatioprina

L’azatioprina (nome commerciale Imuran) è anche esso un farmaco immunosoppressore e serve quindi a combattere il rigetto. Non tutti i pazienti ne faranno uso e ciò dipende da differenti condizioni cliniche. La formulazione è in compresse da 50 mg e la dose solitamente è di 100 mg al giorno. Gli effetti collaterali dell’azatioprina comprendono un maggio rischio di infezione, nausea, vomito, riduzione dei globuli bianchi, modesta perdita dei capelli. 


Mofetil Micofenolato (Mmf)
(nome commerciale Cell Cept)

È un farmaco immunosoppressore che in alcune condizioni viene associato a ciclosporina o al tacrolimus quando è necessaria una immunosoppressione maggiore o quando è consigliabile ridurre la ciclosporina o il tacrolimus per migliorare la funzione renale. I principali effetti collaterali sono dolori addominali, nausea, riduzione dei globuli bianchi e dei globuli rossi. La dose varia da 1 grammo a 2 grammi die.

Gli anti proliferativi tra cui identifichiamo Sirolimus/Everolimus

Sono fra i farmaci più recenti introdotti nella terapia antirigetto dei pazienti trapiantati, solitamente vengono utilizzati nei pazienti che vengono sottoposti a trapianto per tumore del fegato in quanto questa categoria di farmaci presenta effetti antineoplastici.

I più frequenti effetti collaterali consistono in:

  • gonfiore marcato alle gambe che dalle caviglie risale alle cosce;
  • riduzione dei globuli rossi e globuli bianchi;
  • aumento del colesterolo e dei trigliceridi.

 
Altri farmaci

In aggiunta alla terapia immunosoppressiva il paziente trapiantato assume diverse medicine quali gli antiipertensivi (Adalat), diuretici (Lasix, Aldactone), gli antiacidi (Ranidil, Mepral), l’acido ursodessosicolico (Deursil,) etc. In considerazione del fatto che il trapianto di fegato comporta l’esecuzione di importanti collegamenti fra vasi, molti pazienti riceveranno dopo l’intervento dei farmaci che riducono il potere delle piastrine di aggregarsi fra loro, per prevenire in questo modo la chiusura dei vasi (Aspirina).

I pazienti trapiantati per cirrosi da virus HBV eseguono una terapia intramuscolare o sottocutanea periodica per prevenire la ricomparsa dell’epatite che consiste in Immunoglobuline Iperimmuni contro l’epatite B. A questa terapia si associa un farmaco antivirale contro l’epatite HBV che solitamente è già assunto dal paziente prima del trapianto.

Almeno per i primi sei mesi dopo il trapianto viene consigliato (se non sono presenti altri problemi clinici) l’assunzione di una compressa di Bactrim Forte a giorni alterni (alla mattina, ore 8), per prevenire una fra le più temibili infezioni dei pazienti immunodepressi: quella da Pneumocisti Carinii.

 

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